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San Martino al Cimino PDF Stampa E-mail
Chiesa abbaziale
Chiesa abbaziale

San Martino al Cimino (5 km da Viterbo) presenta una duplice anima: quella cistercense e quella barocca. La prima è palese nell’architettura dell’imponente chiesa, nella parte più alta del paese, a memoria di un’antica Abbazia (affiliata a Pontigny) degli inizi del XIII secolo. Le sue linee gotico- francesi hanno fatto testo per altre e successive costruzioni a Viterbo. Oltre alla chiesa, più volte ristrutturata e modificata, si fanno apprezzare i ruderi del chiostro, la sala Capitolare, lo Scriptorium (oggi sede del piccolo Museo dell’Abate) e il dormitorio, attualmente destinato a sala culturale. Intorno alla metà del XVII secolo, per iniziativa di Olimpia Maidalchini-Pamphilj, nativa di Viterbo, il complesso abbaziale subì radicali trasformazioni, con la sopraelevazione del cosiddetto palatium parvum (utilizzato dai monaci come magazzino) per ricavarne una residenza principesca, riconvertita negli anni Ottanta del secolo scorso, dall’allora Ente Provinciale per il Turismo di Viterbo, in un centro congressuale. Venne anche rinnovata l’urbanistica dell’abitato che ancor oggi conserva le primitive forme barocche.
 
San Martino al Cimino
San Martino al Cimino
 
 
Museo dell’Abate

E’allestito nell’antico Scriptorium abbaziale, uno spazio di grande armonia con pilastri polistili e volte a crociera. Custodisce una preziosa raccolta di frammenti marmorei, paramenti sacri (fra cui le pianete ricamate in oro donate da donna Olimpia al cognato Innocenzo X), un ritratto del pontefice di scuola del Bernini, una croce processionale d’argento del XIII secolo, calici, bugie, calzari e guanti appartenuti ad un abate, reliquari di vario stile e il bellissimo stendardo processionale dipinto da Mattia Preti (XVII secolo) che raffigura nel recto San Martino e il povera e, nel verso, il Salvator Mundi. Desta curiosità la sinopia riproducente il Salvatore.
 
Il testo è stato copiato da un opuscolo gratuito dell'APT di Viterbo per l'efficace sintesi. In questo depliant del Gennaio 2006 non compariva alcun tipo di Copyright
 
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